Editoriali | 03 giugno 2019

Con o senza filo? Di Paolo Turati*

Il fallimento del mondo comincia da un venditore di aspirapolveri. Un racconto di fantaeconomia che ha una morale. Da seguire. Per evitare che possa succedere davvero

Facciamo in queste righe il verso ad un famoso racconto americano di “fantaeconomia” del dopoguerra un po’ per provocazione, un po’ per sperare che qualche “visionario” dotato di mezzi e potere abbia la capacità di immaginare che cose come quelle di cui più sotto potrebbero realmente accadere e che, quindi, stia pensando sin d’ora a porre qualche paletto a tutela della stabilità economica mondiale.

Il Signor Tal Dei Tali è un venditore porta a porta di aspirapolveri tradizionali. La crisi da tempo insistente sull’Economia del suo Paese ha messo in difficoltà la sua Ditta che, se non conferma di mese in mese un fatturato robusto, rischia di vedersi chiudere i rubinetti dalla banca. In tarda mattinata di un Venerdì 31 Dicembre, prima dell’esplodere della Festa di Capodanno, si sta giocando la sua ultima partita. Se non venderà quell’ultimo aspirapolvere rispettando un budget di vendita sempre più pressante, la sua Ditta gli taglierà gli incentivi e a quel punto lui dovrà decidere di smettere di lavorare, visto che gli costerebbe troppo cercare nuovi clienti rispetto a quanto guadagnerebbe nella…malaugurata ipotesi che quel potenziale ultimo acquirente del 31 Dicembre risponda, così come, ahilui, risponde in effetti alla sua offerta di vendita di un’aspirapolvere tradizionale alimentata a corrente tramite filo: ” Non m’interessa, ci sono ormai le aspirapolveri a batteria importate che vanno molto meglio e costano decisamente meno”.

Tal Dei Tali rientra avvilito dal grossista e gli comunica il consuntivo delle scarse vendite del mese ( pure di Natale!) e che smetterà di rappresentare la ditta di aspirapolveri. Il fatto è che Tal Dei Tali non è il solo: già 6 venditori hanno fatto sapere al grossista la stessa cosa solo il 31 Dicembre, come altri nei mesi prima. Anche il grossista è da tempo in difficoltà e la “mazzata” dell’ultimo mese è stata letale. Si reca all’ora di pranzo alla Direzione Commerciale della Ditta di aspirapolveri e disdetta il contratto: anche a lui sta constando di più lavorare che non il far nulla. Per la Ditta di Aspirapolveri non è purtroppo un caso isolato, anzi: già 22 grossisti regionali hanno disdettato il contratto quel mese e altri lo hanno fatto in precedenza. A questo punto l’amministratore della Ditta decide di chiuderla sperando di poter trattare con la banca( ci si reca immediatamente per proporlo) in modo di farlo in bonis a saldo e stralcio al 25% e immediatamente disdice gli acquisti di componentistica a tutti i fornitori, sia nazionali che internazionali. La Banca non accetta il saldo e stralcio anche perché a sua volta è in difficoltà in quanto molte altre Ditte sue affidate versano nella stessa pesante situazione e quell’ultima tegola fa sì che la medesima si decida di convocare un Consiglio di Amministrazione entro poche ora per dichiarare default e chiedere l’aiuto del Fondo di Tutela dei Depositi che, però, non è capiente, sicché il Fallimento è inevitabile, così come anche quello di molti dei fornitori della ditta produttrice di aspirapolveri i quali, perdendola come cliente, hanno raggiunto il loro ultimo stadio patologico, visto che non è che una delle Ditte che non comprano più nulla da loro. Entro pomeriggio inoltrato, molte banche corrispondenti di quella che dichiara fallimento falliscono a loro volta, coinvolgendo l’intero sistema finanziario prima continentale e poi mondiale. Anche il Sistema industriale, già debole, fallisce, con l’innesco dalla chiusura dei fornitori della Ditta di aspirapolveri. Entro le sei di pomeriggio il Mondo è tutto fallito. D’urgenza viene convocato il Board dell’Fmi a New York ma i Soloni non sanno che pesci pigliare. Si fa sera e arrivano già gli addetti alle pulizie del Palazzo dell’Fmi, mentre i Soloni sono ancora attorno al tavolo, senza trovare soluzioni, anche se in effetti i loro efficientissimi e costosissimi Centri studi hanno identificato da dove è partita la tragedia . Un addetto alle pulizie più curioso degli altri ha ascoltata da non troppo lontano la discussione concitata e gli viene da dire: “Ma, scusate: perché non regalate al cliente che non ha voluto l’aspirapolvere a filo i soldi perché la compri comunque assieme, ovviamente coi suoi soldi, a quella a batteria se vorrà?” . I banchieri si guardano l’un l’altro e dopo pochi istanti gridano: “Eureka!”. Sono le 10 di sera e uno di loro si fionda con dei contanti dal potenziale cliente che, a questo punto, l’aspirapolvere tradizionale la compra ( è gratis!), convocando su sollecitazione del banchiere subito il venditore di aspirapolveri che, incredulo, corre da quest’ultimo a firmare il contratto. Raggiunto di budget può pensare di provare a riprendere a lavorare e chiama il grossista che, a sua volta, trova in quel fatto ragione di stimolo per non chiudere e tentare di andare ancora avanti. Lo comunica alla Ditta di aspirapolveri la quale, a questo punto, chiama i fornitori e comunica loro che riprenderà a comprare da loro la componentistica e a produrre, segnalando subito la cosa alla sua Banca che , a questo punto, non avendo più quell’ultimo cliente in insolvenza conclamata, riesce a non fallire più e…così via: entro Capodanno, il Mondo è salvo!

Fino alla prossima “volta”( o “aberrazione” del Sistema, nella fattispecie, l’innovazione tecnologica dell’aspirapolvere senza filo)… .

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti