lineaitaliapiemonte.it | 16 maggio 2019

Parco della Salute, della Ricerca e dell'Innovazione di Torino: progetto e conti da rivedere?

Dal dibattito pubblico promosso dall'Associazione Rinascimento Europeo emerge un consenso quasi unanime sulla necessità di dotare il Piemonte di nuove strutture sanitarie. Sono però emersi anche diffusi elementi di perplessità. Mercoledì 22 maggio presso il Centro Studi San Carlo il terzo e ultimo incontro sul tema indirizzato al personale medico-sanitario

Sono stati particolarmente ricchi di approfondimenti i due primi incontri di dibattito pubblico sul Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino (PSRI), promossi dall’Associazione Rinascimento Europeo, e che si sono tenuti al Centro Studi San Carlo di Via Monte di Pietà, 1 a Torino, rispettivamente in data 30 aprile e 13 maggio u.s..

Introdotti dal Portavoce di Rinascimento Europeo,  Stefano Commodo – che ne ha, fortemente, sottolineato le finalità: far conoscere ai cittadini un progetto fondamentale per Torino e per il Piemonte, finora rimasto per lo più ignoto ai non addetti ai lavori -, hanno raccolto circostanziate opinioni di politici e professionisti sull’intervento deliberato dalla Regione Piemonte.

Quasi unanime (anche per le forze politiche) il consenso sull’iniziativa della Regione di dotare Torino e il Piemonte di nuove strutture sanitarie in sostituzione di alcune di quelle esistenti totalmente obsolete. E’ però emerso che le linee progettuali delineate negli atti regionali presentano diffusi elementi di perplessità da più punti di vista.

I medici intervenuti agli incontri non condividono, in generale, che si facciano confluire in un unico centro (sebbene definito “di eccellenza”) attività sanitarie monospecialistiche che si sono consolidate in Torino,  già di per sé e negli anni, come “di eccellenza”. Particolare riferimento viene fatto all’Ospedale Infantile Regina Margherita. Se ne rivendica quasi il brand che, inevitabilmente, si perderebbe (verosimilmente a favore di altre città) se le sue peculiari attività diventassero soltanto più una parte del Parco della Salute. Si rimarca che l’Ospedale Infantile è un unicum invidiato a livello nazionale e non solo, polo di attrazione per bambini che necessitano di cure anche di alta specialità, e per sanitari che aspirano a diventarne operatori al suo interno.

Né paiono condivisibili alternative emerse di concentrare tutte queste attività in un edificio definito “torre per il polo infantile”, però collocato all’interno del Parco. Perplessità analoghe emergono per l’Ospedale Ostetrico Ginecologico S. Anna, il Centro Traumatologico Ortopedico (CTO), ma anche per l’Ospedale Oftalmico, già oggetto di riconversioni, i cui esiti non sembrano però essere soddisfacenti.

Medici e architetti presenti lamentano che lo Studio di Fattibilità del PSRI non sembra tenere conto di profili di “umanizzazione” ormai ampiamente seguiti in opere di questa natura. Questa situazione viene attribuita, essenzialmente, al fatto che la Regione Piemonte – quantunque assistita da consulenti importanti, anche di livello internazionale – ha proceduto alla stesura dello Studio di Fattibilità in questione escludendo gli utili contributi che sarebbero potuti venire, su molti punti non ben definiti, dalla collaborazione degli Ordini professionali interessati.

Nel corso del dibattito, si sono anche fatte notare le rilevanti carenze che il progetto presenta dal punto di vista delle coperture finanziarie, fino a indurre a pensare che non possa trovare un’ultimazione anche in futuro. Nella stessa gara avviata per la realizzazione del 1° Lotto riguardante il “Polo della sanità e della formazione clinica e della ricerca” mancano stanziamenti importanti per il suo completamento funzionale (dotazione delle tecnologie sanitarie, realizzazione dell’eliporto, delle centrali si servizio, del sistema informativo, ecc.). Né paiono sufficienti a garantire la realizzabilità dell’intervento, anche con il corposo contributo di capitali privati ipotizzato, i modesti finanziamenti dello Stato uniti a fatti futuri ed incerti nelle dimensioni e nei tempi (vendita e/o valorizzazione degli immobili attualmente sedi delle attività sanitarie da trasferire nel Parco).

I dubbi sulla realizzabilità del Parco appaiono rafforzati dalla vicenda del Grattacielo della Regione, avviato nella stessa area sulla quale insisterebbe il Parco, ma ancora assai lontano da ultimazione.

 Da ultimo, tenendo conto dell’impatto del PSRI sulla viabilità della zona, sembrerebbe che non ci siano certezze circa i tempi di intervento degli enti coinvolti ad assicurarla. Segnatamente, Comune di Torino e Ferrovie dello Stato. Mancando infatti questi interventi, l’accesso al PSRI potrebbe risultare problematico.

L’Associazione Rinascimento Europeo promuoverà un terzo ed ultimo incontro sul tema il giorno mercoledì 22 maggio ore 17:30 c/o il Centro Studi San Carlo in Via Monte di Pietà, 1 a Torino, strettamente indirizzato al personale medico-sanitario.


Autorizzato dal sito "Rinascimento Europeo"