Editoriali | 13 maggio 2019

Uno, nessuno, centomila...euro (da investire). Di Paolo Turati*

Come conviene investire i propri risparmi? Risponde l'economista Paolo Turati ipotizzando diverse situazioni di partenza

Pur nella difficoltà sempre più marcata da parte delle famiglie di risparmiare ( dal 1995 ad oggi il tasso del risparmio è sceso dal 16% a meno del 10% del reddito delle medesime) andiamo in queste righe ad ipotizzare, auspicandolo, che ci siano ancora molti( e non, pirandellianamente, uno o nessuno) nuclei familiari che si ritrovino ad avere investire la “cifra tonda” di 100 mila Euro.

Premesso che andrebbe fatta un’anamnesi preliminare profonda di molti fattori( tipologia, stato di salute ed età anagrafica dei componenti del nucleo; attività lavorativa o stato di quiescenza pensionistica; possesso e, nel caso, caratteristiche di altri beni posseduti; obiettivi e cogenze di spesa), consideriamo una famiglia in stato di sostenibilità economica sotto due declinazioni: la prima con un immobile di proprietà in cui vive e con capacità di risparmio annuo di 10 mila Euro( padre e madre -con due figli studenti- che lavorano e guadagnano 50 mila Euro annui a testa potendone risparmiare il 10% ciascuno) e la seconda senza capacità di risparmio ( marito e moglie 65nni pensionati che vivono in affitto).

Dati, dunque, questi 100 mila Euro da investire ( frutto di risparmio, di una donazione, di un’eredità, di un colpo di fortuna al gioco), nel primo caso, essendoci due figli di cui “curare” l’avvio del Futuro, è importante assicurare un tetto sulla testa di entrambi. Una casa di proprietà s’è detto che c’è e un altro immobile abitativo va consigliato che lo si acquisti, con un mutuo per il 50% del valore ( oggi a tassi convenientissimi: si consiglia il tasso fisso, leggermente più costoso di quello variabile, che consente una programmazione e protegge da un rialzo futuro dei tassi di interesse. Con 100 Euro( 50 mila cash e 50 mila presi a prestito), oggigiorno, con la crisi immobiliare che sussiste da anni, si acquistano bi-trilocali più che dignitosi in buone zone cittadine( si sconsiglia il fuori città: villette in vendita “nel verde” a prezzi bassissimi ce ne sono un’infinità, ma il fattore sicurezza e quello comodità di una città che tende a diventare sempre più smart fanno una “differenza” non irrilevante). Peraltro, una città come ad esempio Torino, con il 15% della popolazione costituita da studenti universitari, “ha fame” ( tanto che sussistono utilizzatissime forme contrattuali agevolate sia per gli studenti conduttori che per il proprietari locatori) di bi e trilocali da locare a studenti fuori sede. Un bilocale da 100 mila Euro, specie se collocato vicino a Poli universitari o su linee di trasporto pubblico, può rendere, locato, circa 500 Euro al mese lordi( 6% lordo – alla fine si tratterà di un 2,5% netto- annuo dei 100 mila, da utilizzare par pagare parte delle rate del mutuo). Restano 50 mila Euro da investire. Si consiglia di allocarne 10 mila in attività finanziaria di rischio non gestita( i prodotti di risparmio gestito da terzi sono mediamente inefficienti e hanno costi elevati): ad esempio un ETF quotato in Borsa replicante l’indice Eurostock 50( emittente, fra i vari, Ishare oppure HSBC) o sull’MSCI ( emittente, anche qui fa i diversi, Lyxor, oppure Deutsche Bank), rappresentanti rispettivamente gli indici dei principali titoli azionari europei e mondiali. E i restanti 40 mila in Btpi( esenti da tasse di successione) indicizzati all’inflazione europea che, in più, pagano un tasso fisso annuo superiore all’1%.

Per la coppia di pensionati 65nni che vivono in affitto, i 100 mila Euro li investiremmo, invece, in valori finanziari ( esclusivamente, come nel caso sopra ipotizzato) primari ( cioè, anche in questo caso, non gestiti da terzi per i motivi suddetti) capaci di integrare la pensione. 50 mila Euro li collocheremmo in Btp decennali( esenti da imposta di successione), che rendono attorno al 2,5%; 30 mila Euro un Buoni postali fruttiferi indicizzati all’inflazione italiana( anch’essi esenti da imposta di successione: https://risparmiopostale.poste.it/prodotti/buono-inflazione.html), che coprono totalmente dall’inflazione italiana( se “scoppiasse” l’Euro,, quella italiana crescerebbe molto più di quella europea di cui ai Btpi visti sopra) più un piccolo premio e sono rimborsabili in qualunque momento alla pari senza rischio di calo dei prezzi( cosicché, ad esempio, si potrebbe, col “rimborsato postale” quasi raddoppiare i Btp decennali in caso malaugurato di calo di prezzi di questi ultimi nel corso del decennio qualora i tassi d’interesse salissero). Parimenti a quanto suddetto, 10 mila Euro li investiremmo in ETF su indici azionari quali quelli sopra accennati.

*Paolo Turati, doc. Economia degli Investimenti